Mese: giugno 2018

Tips Of The Week – Qualche shortcut utile!

Oggi consigliamo qualche shortcut per la shell!

Ricordiamo che si può sempre usare l’autocompletamento per i comandi base iniziando a scrivere le prime lettere per poi premere tab.

Il primo della lista è sudo su, una volta avuti i permessi di super user per questa sessione avremmo un vantaggio sui prossimi comandi per le autorizzazioni.

watch permette di ripetere un comando in maniera del tutto automatizzata, il suo uso è:

watch [options] command -> (per i dettagli rimandiamo al man).

sudo !! detto anche sudo bang bang è un utile comando che permette di ridare il precedente comando con i diritti di amministratore senza dover ridigitare il comando.

comando | grep condizione. Chi non ha mai avuto bisogno di fare ricerche negli output dei risultati? Bene grep è uno strumento famoso che può sempre tornare utile per le analisi di testo.

Altri consigli utili sono:
Ctrl + e per spostarsi alla fine della riga di comando che si sta dando.
Ctrl + a per spostarsi all’ inizio della riga di comando che si sta dando.
Ctrl + w per cancellare l’ultima parola immessa.

Tips Of The Week – Gestione manuale dei pacchetti

Sebbene il metodo preferito per installare programmi è con i gestori di pacchetti, si può anche scaricare ed installare un pacchetto attraverso il codice sorgente. Ci sono molti differenti tipi di file di pacchetti Linux. La maggior parte di questi sono associati con i gestori di pacchetti di specifiche distribuzioni Linux, come sempre, faremo riferimento alle distribuzioni APT based.

Prima di tutto è consigliabile installare delle utility che aiutano a compilare i pacchetti software direttamente dal codice sorgente:

apt-get install build-essential
apt-get install automake
apt-get install checkinstall

Generalmente i sorgenti sono contenuti in tarball degli archivi con estensione .tar.gz o .tar.bz2, questi vanno estratti e compilati seguendo le istruzioni che generalmente si trovano all’interno di un file Readme contenuto nella tarball o fornito in bundle.

Generalmente bisogna semplicemente dare il comando:
$ make
che compila il programma e ne restituisce il compilato nella cartella src presente all’interno della tarball estratta.

Se il programma è stato pensato specificatamente per distribuzioni Debian e derivate possiamo dare il comando:

$ checkinstall

che crea un file .deb direttamente dal compilato del software.
Il pacchetto .deb può essere installato tramite gestore dei pacchetti con:

$ dpkg -i mypackage.deb

Se invece non ci troviamo in una distribuzione APT based, è buona regola spostare il compilato nella cartella /opt della propria distribuzione e creare tutti i collegamenti necessari per richiamare agilmente il programma installato manualmente, per esempio creando un alias o un collegamento nella cartella /bin.

Tips Of The Week – GNU ddrescue

GNU ddrescue è un software di recupero dati. Copia i dati da un file (o dispositivo) all’altro cercando di recuperare prima le parti buone e poi quelle danneggiate.

Assumiamo di voler recuperare dati dal disco /dev/sdc. Assicurarsi che nessuna partizione di questo disco sia attualmente montata.

L’utilizzo base di ddrescue è il seguente:

# ddrescue /dev/sdc hddimage mapfile

Questo comando copia il contenuto di /dev/sdc dentro il file hddimagesalvando il proprio stato dentro il file mapfile. In questo modo è possibile interrompere e riprendere in ogni momento il recupero. Per interrompere premere Ctrl+C, per riprendere l’esecuzione è sufficiente rieseguire il comando interrotto.

I parametri disponibili sono numerosi, ma quelli più importanti sono:
-d usa l’accesso diretto al disco (per velocizzare il recupero),
-i BYTE posizione in byte da cui partire per il recupero del disco,
-s BYTE dimensione che determina il limite del numero di byte recuperati.

Una volta terminato il recupero si possono usare tool come testdisk in grado di recuperare dati da immagini disco.

Ulteriori informazioni nel manuale accessibile anche all’indirizzo: https://www.gnu.org/software/ddrescue/manual/ddrescue_manual.html

PS: fate un backup prima che i dischi si rompano, dormirete sonni più tranquilli! 😀

Tips Of The Week – Criptare un file con GPG

Uno dei software più utilizzati in ambito crittografico è GPG (GNU Privacy Guard).
GPG cifra i messaggi utilizzando una coppia di chiavi generate dall’utente (una pubblica e una privata).

Su praticamente ogni distribuzione Linux è possibile utilizzare GPG da terminale tramite il comando gpg.

Il programma può essere prestato a molti utilizzi, oggi vedremo quello più semplice: come criptare in modo simmetrico un file in locale.
Per lanciare la criptazione digitare:

gpg -c myFile

Dove -c sta per symmetric

digitare una chiave a scelta

Una volta terminato verrà generato il documento myFile.gpg.
Per decriptare il file basterà digitare:

gpg myFile.gpg

digitare la chiave

Quello mostrato non è sicuramente il metodo più sicuro, come potrebbe essere la modalità asimmetrica, ma può risultare utile e veloce per criptare file in locale senza troppi pensieri!